
Concorso 2026
A VECES ME ENTRA TRISTEZA, OTRAS VECES REBELIÓNSOMETIMES SADNESS, SOMETIMES REBELLION
fotografia
Ezequiel Salinas
montaggio
Ramiro Sonzini
suono
Federico Disandro
costumi
Victoria Marotta
interpreti
Eva Bianco (Eva)
Roger Koza (Dante)
produzioni
La buena hora
Las Flores
co-produzioni
Mordisco Films
Pyewacket Films
Cosabona Films
Brava
Pifostio Films
Pasajes Invisibles
Zampano Producciones
produttori
Ana Apontes
Rodrigo Guerrero
Ramiro Sonzini
María Aparicio
co-produttori
Ana Camacho
Alberto Díaz
Juan José Moscardó
Beatriz Fernández
Paco Cavero
Alfonso Palazón
Giovanni Maccelli
in associazione con
Laterna
Les Films d’Argile
produttori associati
Louise Riousse
Clément Schneider
Eva è solo di passaggio a Madrid. Trascorre le sue giornate da sola: non conosce nessuno e non è particolarmente interessata a nuove amicizie. La città è quindi un luogo sconosciuto nel quale vaga senza meta, con una curiosità un po’ intorpidita. Un pomeriggio, al Museo Reina Sofía, un uomo si avvicina. Si chiama Dante ed è uno storico argentino che sta conducendo una ricerca sulle lotte operaie nel suo paese e sulla figura di Juan Bialet Massé.

2026 A veces me entra tristeza, otras veces rebelión
2023 Las cosas indefinidas
2022 Sobre las nubes
2022 Buscar trabajo (cm)
2018 Hombre bajo la lluvia (cm)
2016 Las Calles
«L’anno scorso ho vissuto a Madrid grazie a una borsa di studio del Museo Reina Sofía. In quel periodo, mi sono dedicata a una sceneggiatura sulla storia dei diritti dei lavoratori nel mio paese. Al museo, mi è stata offerta la possibilità di realizzare il film proprio lì. Da allora, non ho abbandonato l’idea di ritrarre quel luogo, l’architettura, la luce, gli spazi e la vita che vi si respira. È così che ha iniziato a prendere forma A veces me entra tristeza, otras veces rebelión, un’opera che è al tempo stesso una divagazione e una concatenazione. Eva rappresenta il desiderio di dare continuità a un personaggio già presente nel lungometraggio precedente. In Dante si riflettono le nostre giornate a Madrid: il tempo trascorso al museo, la vita in una città che non è la propria, le domande sul lavoro, le condizioni dell’esistenza e le relazioni umane. Attraverso i suoi materiali, sfumiamo (o forse evidenziamo?) i confini tra cinema e vita, tra invenzione e verità. E cerchiamo di riflettere sulle attuali condizioni di lavoro e di vita». (María Aparicio)
María Aparicio è nata nel 1992 a Córdoba, in Argentina, dove attualmente risiede. Regista e docente, ha esordito alla regia con Las Calles (2016). Di seguito, ha diretto Sobre las nubes (2022) e Las cosas indefinidas (2023). Questi tre lungometraggi sono stati proiettati in numerosi festival e rassegne internazionali e hanno ricevuto molti premi.





