Margherita Ferri e Maria Iovine hanno moderato un incontro sullo sguardo delle autrici nel cinema italiano contemporaneo al quale hanno partecipato Carolina Cavalli, Piera Detassis, Marta Donzelli, Ilaria Fraioli e Alina Marazzi. Articolo di Lorenza Gaia Emanuela Cassano
Si è tenuto ala Casa degli Autori l’evento Trova le differenze: lo sguardo delle autrici nel cinema italiano contemporaneo. Il convegno è stato organizzato dal gruppo Pari Opportunità dei 100autori in collaborazione con WGI e ANAC e ha avuto come tema la presenza delle donne nel Cinema.
L’incontro è stato moderato da Margherita Ferri e Maria Iovine, entrambe registe, sceneggiatrici e membri del direttivo del gruppo Pari Opportunità. Insieme a loro hanno discusso Carolina Cavalli (regista, sceneggiatrice e scrittrice), Piera Detassis (giornalista, saggista e critica cinematografica), Marta Donzelli (produttrice), Ilaria Fraioli (montatrice) e Alina Marazzi (regista).
Il dibattito ha evidenziato come, nonostante i numeri relativi alla partecipazione delle donne siano migliorati, ci sono ancora molte questioni da sistemare. Prima fra tutte quella dello sguardo. Come evidenziato da Cavalli, lo sguardo non è mai neutro. C’è sempre uno squilibrio di potere tra chi guarda e chi viene guardato – e chi guarda è solitamente un uomo. In questo contesto, le donne – che siano professioniste del mondo del Cinema o personaggi fittizi – quando si oppongono alla cultura patriarcale suscitano ancora una certa resistenza.
Un’altra questione interessante è quella sollevata da Donzelli riguardo l’aspetto economico. La produttrice ha infatti posto l’attenzione sull’importanza della ricerca sulle risorse investite sui film, specialmente quelle private. Su questo dato si fondano le dinamiche di mercato da cui derivano le aspettative commerciali che determinano la circolazione e la ricezione del film. L’argomentazione portata da Donzelli è supportata dallo studio effettuato dall’Assemblea in collaborazione con il CNR (che fornisce carattere scientifico alla ricerca) e con l’Anica (che si occupa dell’accesso ai dati necessari).
Infine, un’ultima suggestione rilevante è arrivata dalla montatrice Ilaria Fraioli che ha confidato la sua predilezione per le collaborazioni al femminile e ha spiegato come «si costruisce una relazione abbastanza differente quando di fianco ho un’autrice o un autore». Le autrici sembrano avere uno sguardo naturalmente diverso o quantomeno più sensibile alle questioni di genere. Uno sguardo che la montatrice vorrebbe valorizzare. La relazione tra montatore e regista è cruciale nella creazione del significato dell’opera per il quale è necessario il linguaggio adeguato.

