La decima edizione è dedicata a Memorie del futuro. Il ruolo delle fonti nella costruzione cinematografica di narrazioni individuali e collettive. Mohamed Abdouni, Alain Gomis, Costanza Quatriglio in dialogo con Alina Marazzi. Un programma di proiezioni e una masterclass presso la Sala Laguna
Torna uno degli appuntamenti principali della programmazione, Il Cinema dell’Inclusione tra visione e formazione, realizzato in collaborazione con Giornate degli Autori e la Fondation Cartier pour l’art contemporain, partner del progetto da cinque anni. Dedicato all’indagine del rapporto tra il cinema e il contemporaneo, Il Cinema dell’Inclusione questa edizione porta il titolo: Memorie per il futuro – Il ruolo delle fonti nella costruzione cinematografica di narrazioni individuali e collettive.
Quest’anno, a confrontarsi tra loro, saranno il regista libanese Mohamad Abdouni, la regista italiana Costanza Quatriglio e il regista franco-senegalese Alain Gomis in dialogo con la regista italiana Alina Marazzi.
La conversazione di quest’anno esplora il cinema come linguaggio capace di scrivere e riscrivere le storie e le identità, sia individuali sia collettive. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo delle fonti — tra cui materiali d’archivio, documenti storici ufficiali e testimonianze orali —, al potere del cinema di riportare alla coscienza pubblica storie cancellate e al rapporto dinamico tra esperienza personale e memoria collettiva nella costruzione del racconto.
In un’epoca tesa a un’iper attualità definita di “post verità”, si indagheranno dunque le possibilità, le funzioni e le responsabilità del cinema nella costruzione di ritratti di natura personale, familiare, comunitaria, mettendo in evidenza il valore della memoria in tale percorso.
Il Cinema dell’Inclusione tra visione ed formazione torna dunque quest’anno dando vita a uno spazio di incontro e approfondimento che raccoglie attorno a sé alcuni dei più importanti registi contemporanei che si confrontano sul rapporto e la funzione del cinema con alcune questioni profondamente contemporanee e indispensabili.
Ideata da Isola Edipo e promossa in collaborazione con Giornate degli Autori e la Fondation Cartier pour l’art contemporain, l’iniziativa si conferma all’incrocio tra visione artistica e finalità educativa.
Attraverso proiezioni, dibattiti e incontri multidisciplinari, Il Cinema dell’Inclusione intende aprire nuovi percorsi di riflessione e inclusione, riaffermando il ruolo centrale dell’arte nella reimmaginazione del nostro futuro condiviso con la consapevolezza dell’importanza delle sue e delle nostre storie.
L’evento avrà luogo il 4 settembre 2026 presso la Sala Laguna: uno spazio curato da Isola Edipo e Giornate degli Autori, dedicato a proiezioni e incontri nel cuore della Mostra del Cinema di Venezia.
Il programma si declinerà in due momenti:
Main Event
4 Settembre | 18:00–20:30
Incontro/confronto con Mohamed Abdouni, Alain Gomis, Costanza Quatriglio in dialogo con Alina Marazzi, intervallato dalla proiezione di estratti provenienti dalle filmografie delle registe e dei registi coinvolti.
Approfondimento
Nel corso delle giornate del 3 e del 4 settembre 2026 avrà luogo un approfondimento, sempre presso la Sala Laguna, con la proiezioni dei seguenti film
3 settembre
h. 11.00 | Treat Me Like Your Mother di Mohamad Abdouni – 2025, Libano, 76’
h. 18.30 | Play and Rewind di Alain Gomis – 2022, Francia, Germania, 65’
4 settembre
h. 9.00 | Il Cassetto segreto di Costanza Quatriglio – 2024, Italia, Svizzera, 132′
h. 12.00 | Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi – 2002, Italia, 55′
Prenotazioni:
Per la masterclass del 4 settembre alle ore 18.00 presso Sala Laguna, è possibile prenotarsi scrivendo a: laguna.edipore@gmail.com a partire dal 24 agosto.
Per le proiezioni del 3/4 settembre presso Sala Laguna, è possibile prenotarsi scrivendo a:
laguna.edipore@gmail.com a partire dal 24 agosto.
Ufficio stampa
Studio Systema – Venezia
Adriana Vianello +39 349 0081276
Andrea de Marchi +39 349 3744356 systema@studiosystema.it
GLI ARTISTI
Mohamad Abdouni è un artista, fotografo e regista con sede a Beirut, nonché caporedattore e direttore creativo di COLD CUTS, una rivista fotografica dedicata all’esplorazione delle culture queer nella regione SWANA (Asia sud-occidentale e Nord Africa). Il suo lavoro è stato esposto presso istituzioni come il Brooklyn Museum, FOAM (Amsterdam), FOMU (Anversa), Lafayette Anticipations (Parigi) e la Biennale di Lione. Nel 2023 ha ricevuto il Lafayette Anticipations Prize ad Art Basel. I suoi film sono stati presentati all’IDFA, al BFI e in numerosi altri festival internazionali.
Parallelamente alla sua pratica artistica, ha diretto fashion film narrativi e videoclip musicali per clienti quali Gucci, Vogue, Burberry, Fendi e The New York Times. La sua ricerca si concentra sul lavoro d’archivio, sulla produzione di immagini e sulle politiche della rappresentazione, con particolare attenzione alle storie e alle memorie queer nel mondo arabofono. Il suo progetto a lungo termine Treat Me Like Your Mother: Trans Histories From Beirut’s Forgotten Past si è sviluppato in un film e in una performance dal vivo, attualmente in tournée internazionale. L’archivio del progetto è conservato presso l’Arab Image Foundation. Attualmente sta sviluppando nuovi film e opere basate sulla ricerca, tra cui una raccolta d’archivio recentemente riscoperta, che approfondisce ulteriormente i temi dell’autorialità, della memoria e dell’etica dello sguardo.
Il regista franco-senegalese Alain Gomis ha esordito alla regia nel 2002 con L’AFRANCE, un film dedicato alle difficoltà vissute dagli immigrati in Francia, che ha ottenuto il Pardo d’Argento al Festival del Film di Locarno. Il suo secondo lungometraggio, ANDALUCIA, è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2012. Il suo terzo film, TEY (AUJOURD’HUI), interpretato da Saul Williams e presentato in concorso alla Berlinale, ha vinto l’Étalon d’Or al FESPACO. Nel 2017 è tornato alla Berlinale con FÉLICITÉ, che si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria, per poi conquistare un secondo Étalon d’Or al FESPACO. Il film ha rappresentato il Senegal agli Oscar, entrando nella shortlist per il premio al Miglior Film in Lingua Straniera. Nel 2022, REWIND & PLAY, il suo primo documentario di lungometraggio, un film d’archivio costruito a partire da materiali d’archivio dedicati al leggendario pianista e compositore jazz Thelonious Monk, è stato presentato in anteprima alla Berlinale (Forum) e ha vinto il premio per il Miglior Documentario di Media Durata all’Hot Docs di Toronto. Nel 2018 ha fondato lo Yennenga Center a Dakar, in Senegal: un centro socioculturale e una scuola di cinema dedicati allo sviluppo della produzione e della post-produzione cinematografica in Africa occidentale, che continua a dirigere tuttora. Nel 2026, DAO, il suo sesto lungometraggio, è stato presentato in concorso alla Berlinale.
Regista di film, documentari e teatro; Alina Marazzi è film programmer e docente. Soggettività femminile e immagini della memoria sono al centro delle sue opere. Filmografia: Un’ora sola ti vorrei, ritratto della madre scomparsa realizzato con filmati di famiglia; Per Sempre, documentario sulla clausura femminile; Vogliamo anche le rose, lungometraggio d’archivio su storie di donne e liberazione sessuale negli anni 70; Tutto parla di te, con Charlotte Rampling, lungometraggio sul lato oscuro della maternità; Confini, corto d’archivio con versi poetici di Mariangela Gualtieri; Anna Piaggi, una visionaria nella moda, ritratto della giornalista di moda; To Cut Is to Think, ritratto dell’artista Lucia Marcucci commissionato dalla Maison Dior.
Per l’opera lirica ha collaborato con il Maestro Mauro Montalbetti su: Il Sogno di una cosa e Hayè, le parole la notte, con libretto di Marco Baliani e Alessandro Leogrande rispettivamente. È co-direttrice artistica di UnArchive Found Footage Fest.
Costanza Quatriglio è regista e autrice, è direttrice artistica della sede di Palermo del Centro Sperimentale di Cinematografia. Al termine degli studi giuridici si è diplomata in regia al CSC nel 1999. Ha sempre lavorato sul confine tra realtà e finzione attraverso una forte ricerca espressiva. Ha presentato i suoi film al Festival di Cannes, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alla Berlinale, al Festival di Locarno e in molti altri festival internazionali ricevendo diversi riconoscimenti. In Italia ha vinto quattro Nastri d’Argento e un Ciak d’Oro. Esordisce con L’isola (Quinzaine des Réalisateurs, Cannes 2003). Tra i suoi film più premiati: Terramatta; (Giornate degli Autori 2012); Con il fiato sospeso (Mostra di Venezia Fuori Concorso 2013); Triangle (2014), 87 ore (2015); Sembra mio figlio (Locarno 2018); Il cassetto segreto (Berlinale 2024, in cinquina ai David di Donatello). Per la televisione nel 2007 è stata produttrice creativa della serie Un posto al sole; nel 2021 ha realizzato il TV movie La bambina che non voleva cantare; nel 2025 la docufiction Il gigante innamorato presentata alla Festa del Cinema di Roma e nel 2026 il Tv movie Sul cammino di Francesco.
I FILM
Play and Rewind di Alain Gomis
Dicembre 1969, Thelonious Monk a Parigi. Prima del concerto serale, registra un programma per la televisione francese. I girati mostrano un Thelonious Monk intrappolato nella violenta macchina degli stereotipi, dalla quale cerca disperatamente di liberarsi. Il film diventa il racconto del percorso di questo grande artista, che vorrebbe esistere soltanto attraverso la sua musica. Allo stesso tempo, tratteggia in negativo il ritratto di un meccanismo mediatico tanto ridicolo quanto ripugnante. Ecco la macchina all’opera. Smontare questi materiali grezzi significa decostruirli come fossero fantasmi, per osservare il funzionamento della fabbrica delle caricature. Una macchina sorda, sorridente, ambigua, al tempo stesso ammirata e nauseante. Tenere in mano un microfono senza ascoltare, meravigliarsi senza vedere. Provare a capovolgere il punto di vista. Ecco Thelonious attraversare questa prova, al lavoro, come se fosse approdato su un pianeta sconosciuto, dove si sta costruendo un ritratto sul quale non ha alcun controllo. Stanco di anni trascorsi a sottoporsi a questo doloroso esercizio. Per fortuna, suona. E nel farlo, riesce a esprimere più di quanto qualsiasi parola potrebbe dire. «Mi vengono le lacrime agli occhi quando vedo tutta la merda che mio padre ha dovuto sopportare.» — T.S. Monk Jr.
Treat Me Like Your Mother di Mohamad Abdouni
Questo documentario fotografico porta alla luce le esperienze intime di quattro donne trans libanesi, raccontando storie che vanno dal primo intervento di affermazione di genere finanziato dallo Stato libanese nel 1997 fino alla scomparsa degli spazi sicuri di oggi. Insieme, Em Abed, Jamal Abdo, Antonella e Mama Jad restituiscono una storia mai raccontata, sullo sfondo di quello che è probabilmente il primo archivio fotografico dedicato alle donne trans in Libano. Treat Me Like Your Mother è un album fotografico che raccoglie immagini provenienti dagli archivi personali delle protagoniste, insieme a filmati domestici tratti dall’archivio familiare del fotografo e regista Mohamad Abdouni. Attraverso questi materiali, Abdouni intreccia il proprio percorso di crescita e la sua esplorazione dell’identità di genere in età adulta con le voci delle quattro donne. Le protagoniste raccontano della striscia di Raouché — un rifugio per la comunità queer sulla costa di Beirut — ricordano amiche e amici trans e riflettono su vite vissute tra guerra, caos e incertezza. Il film di Abdouni esplora il percorso di integrazione sociale della comunità trans a Beirut nel corso degli ultimi quarant’anni. È un omaggio intenso e sentito alla forza della comunità, dell’amicizia e della maternità intesa come cura e sostegno reciproco, anche di fronte alle avversità.
Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio
La Sicilia, il mondo, una casa, una biblioteca. Un viaggio sentimentale e avventuroso in un Novecento ormai sconosciuto, attraverso bobine 8mm, fotografie, registrazioni sonore, documenti di un archivio unico, quello del giornalista e scrittore Giuseppe Quatriglio, che ha dedicato la propria vita al racconto della Storia dalla prospettiva di una Sicilia universale di artisti, poeti e intellettuali. La scintilla è l’intenso lavoro compiuto dalla figlia, la regista Costanza Quatriglio, di preparazione al distacco definitivo dalla biblioteca del padre donata alla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana. Dalla casa natìa si dipanano luoghi impregnati di storie; memoria privata e memoria collettiva si intrecciano in un fitto dialogo tra la figlia e il padre novantenne nelle inedite riprese effettuate tra il 2010 e il 2011 e custodite fino a oggi.
Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi
Il film è la ricostruzione del percorso compiuto dalla regista alla personale ricerca del volto di sua madre Liseli, attraverso il montaggio dei vecchi filmati di famiglia. Un tentativo di ridarle vita anche soltanto sullo schermo, un modo per celebrare la sua memoria. La nostalgia pervade il racconto perché è il sentimento necessario per il superamento di una perdita, è la condizione essenziale per vivere. «Mia madre è nata nel 1938 ed è morta nel 1972, quando avevo 7 anni. Raccontare la sua storia attraverso questi vecchi filmati di mio nonno è stato per me ridare dignit` al ricordo della persona che mi ha messo al mondo. » un regalo che voglio fare a me, a lei, a tutti i figli e a tutti i genitori» (A. Marazzi).

