
Confronti 2026
FAME D’ARIA
Prenotazione obbligatoria su giornatedegliautori.com
tratto dal libro omonimo
di Daniele Mencarelli (Mondadori)
fotografia
Alfredo Betrò
montaggio
Lorenzo Campera
musica
Giuliano Taviani
Carmelo Travia
suono
Frank Rousselle
Riccardo Gruppuso
scenografia
Marc’Antonio Brandolini
costumi
Fiorenza Cipollone
interpreti
Paolo Pierobon (Pietro)
Saverio Santangelo (Jacopo)
Rosa Palasciano (Gaia)
Milvia Marigliano (Agata)
Alfonso Santagata (Oliviero)
produzione
Clemart
con Rai Cinema
produttori
Gabriella Buontempo
Massimo Martino
vendite internazionali
TvCo
info@tvco.eu
ufficio stampa italiano
Patrizia Biancamano
patriziabiancamano.press@gmail.com
Angelica Giusto
giusto.angelica@gmail.com
Pietro è in viaggio verso la Puglia con Jacopo, suo figlio autistico. All’improvviso la loro auto si ferma. Vengono soccorsi da Oliviero, un meccanico del posto. Pietro e Jacopo trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che un tempo era anche una pensione. Ad aiutare Agata c’è Gaia che crea un legame profondo con Pietro. La routine nel piccolo paese è fatta di lentezza e monotonia nell’attesa di qualcosa, fino a quando a bloccare la ripresa del viaggio è la drammatica verità dei fatti.

2026 Fame d’aria
2021 L'arminuta
2020 Figli
2012 Pulce non c'è
«In Fame d’aria ho cercato di conservare lo stesso tono duro e senza sconti del romanzo omonimo di Daniele Mencarelli da cui è tratto. Una storia così non può essere raccontata in maniera edulcorata. Lo spettatore non deve avere nessuna via d’uscita, nessuna alternativa, come Pietro, il personaggio principale. Il dramma di questo padre stanco di una vita pesantissima, dei debiti che lo attanagliano, della solitudine in cui lo hanno lasciato amici, parenti e istituzioni è reso attraverso la durezza del rapporto col figlio che continua ad assistere come spinto da un’inerzia. Pietro è un uomo che la vita feroce ha ormai prosciugato tutto. [...] Ho provato a uscire da alcuni cliché che in molti film caratterizzano personaggi autistici contribuendo a restituire un’immagine talora falsa e strumentale dell’autismo che spesso non aiuta lo spettatore a comprendere. Jacopo è un ragazzo autistico «a basso funzionamento» e come tale viene raccontato. La grande scommessa e ambizione è proprio quella di renderlo, nonostante la sua condizione, un personaggio a tutto tondo, quasi il vero protagonista del film, provando a raccontare anche il suo punto di vista». (Giuseppe Bonito)
Giuseppe Bonito inizia come aiuto regista, per poi esordire nel 2012 con Pulce non c'è, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Gaia Rayneri. Il film è in concorso ad Alice nella Città a Roma e si aggiudica il premio speciale della giuria. Nel 2020 è la volta di Figli, scritto da Mattia Torre e tratto dal suo monologo I figli invecchiano, interpretato da Valerio Mastandrea, protagonista anche nella versione cinematografica insieme a Paola Cortellesi. Figli vince tre Nastri d'argento (miglior commedia, miglior attore e miglior attrice di commedia) e un David di Donatello come miglior sceneggiatura originale. Nel 2021, Bonito dirige L'Arminuta, tratto dall'omonimo romanzo di Donatella Di Pietrantonio. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, dove riceve il Premio BNL, con questo terzo lungometraggio, conquista un David di Donatello per la miglior sceneggiatura non originale oltre a diverse nomination sia ai David sia ai Nastri d’Argento. Inoltre Sofia Fiore, la protagonista, è premiata con il Globo d’oro come miglior attrice esordiente. Nello stesso anno gira gli ultimi episodi della serie Bang Bang Baby mentre tra il 2022 e il 2024 firma le serie Brennero, Gerri e Mike.





