
Concorso 2026
UNE FEMME AUJOURD’HUIA WOMAN TODAY
fotografia
Pierre Milon
montaggio
Bernard Sasia
musica
Michel Petrossian
suono
Laurent Lafran
Claire-Anne Largeron
Jean-Marc Schick
Emmanuel Croset
scenografia
David Vinez
costumi
Anne-Marie Giacalone
interpreti
Marilou Aussilloux (Juliette)
Ariane Ascaride (Cathy)
Jean-Pierre Darroussin
(Mr Derval)
Grégoire Leprince-Ringuet (Christian)
Gérard Meylan (Alex)
Lola Naymark (Rebecca)
produzione
Agat Films
co-produzioni
Bibi Film
Arte France Cinéma
produttori
Marc Bordure
Robert Guédiguian
co-produttore
Angelo Barbagallo
in collaborazione con
Canal+
Ciné+
OCS
con il supporto di
La Région Provence-Alpes-Côte d'Azur
in partnership with CNC
in associazione con
Indéfilms 14
La Banque Postale Image 19
Sofitvcine 13
Cinécap 9
Cineaxe 7
vendite internazionali
Playtime
info@playtime.group
distribuzione italiana
Officine UBU
distribuzione@officineubu.com
ufficio stampa internazionale
Viviana Andriani
viviana@rv-press.com
ufficio stampa italiano
ECHO Group
Stefania Collalto
collalto@echogroup.it
Juliette ha trentacinque anni e sembra avere tutto: un lavoro di alto profilo nel settore finanziario, una bella casa e una vita fatta di continui viaggi. Nonostante la madre speri di avere dei nipoti, le notti di Juliette sono piene di amanti passeggeri. Quando viene aggredita da un collega durante un evento aziendale, il suo mondo crolla. Juliette decide allora di intraprendere un nuovo percorso per dare un senso alla sua esistenza.

2026 Une femme aujourd'hui
2025 La pie voleuse
2023 Et la fête continue!
2022 Twist a Bamako
2019 Gloria mundi
2017 La villa
2015 Une histoire de fou
2014 Au fil d’Ariane
2011 Les neiges du Kilimandjaro
2009 L’armée du crime
2008 Lady Jane
2006 Le voyage en Arménie
2005 Le promeneur du Champ de Mars
2004 Mon père est ingénieur
2002 Marie jo et ses deux amours
2001 La ville est tranquille
2000 A l’attaque!
1998 A la place du cœur
«Questa è la storia di una giovane donna che si considera emancipata, una persona la cui vita è facile e spensierata almeno fino a quando una violenta aggressione la costringe a prendere atto che la sua libertà era una fragile facciata dietro la quale erano pronte a rivelarsi le ferite del nostro tempo. Per dare un senso alla sua esistenza, cerca un nuovo percorso. Questa donna sperimenta ciò che il nostro passato collettivo e la sua storia personale avevano nascosto sotto il tappeto. Si rende conto che le ferite si tramandano di generazione in generazione, in modo razionale e magico. La mia intenzione, quando realizzo film, è di essere sempre contemporaneo. Di parlare qui e ora di ciò che mi appare essenziale in questo mondo fatto di continui mutamenti, nelle sue rappresentazioni e nella realtà. Il cinema è una specie di sismografo. E credo che una delle caratteristiche distintive della nostra epoca sia l’improvvisa emersione di conflitti che, pur già esistendo, in precedenza erano relegati ai margini della nostra visione del mondo. L’origine, la religione, il genere e il colore della pelle delle persone ci sembravano rispettati e, anzi, superati dall’unità repubblicana. Ora sappiamo di esserci sbagliati, perché nella nostra relativa prosperità non abbiamo mai affrontato tali questioni». (Robert Guédiguian)
Robert Guédiguian (Marsiglia) è di origini armene da parte di padre, operaio, e di origini tedesche da parte di madre, addetta alle pulizie. Da un lato, proviene da un popolo che ha subito un genocidio, dall’altro un popolo che lo ha perpetrato. Ciò lo ha reso un sostenitore incondizionato della ridistribuzione della ricchezza, un universalista e un antirazzista. Attraverso il quartiere operaio di L’Estaque, esplora le storie di coloro che definisce, con le parole di Victor Hugo, i «poveri»: operai, impiegati, piccoli imprenditori, disoccupati, immigrati, emarginati… Ha sviluppato la sua visione del mondo girando anche a Sarajevo, Erevan, Beirut e Dakar. I suoi film sono stati selezionati sette volte a Cannes, quattro a Venezia e due a Berlino.


