Un dialogo con Pivio e Michele Braga. Articolo di Lorenza Gaia Emanuela Cassano
Si è tenuto ieri mattina in Sala Laguna l’incontro Protagonista (del cinema) è la musica, uno dei tanti appuntamenti della sezione Confronti delle Giornate degli Autori. Introdotto da Francesco Ranieri Martinotti, l’evento ha visto dialogare Pivio (Presidente ACMF) e Michele Braga, compositore delle musiche di Balcanica di Nicola Sorcinelli (uno dei film in concorso alle GdA).
Partendo dal particolare di Balcanica, la conversazione si è evoluta sulla musica per film in generale. L’approccio di Braga è curioso ed eclettico. Il musicista ha detto di prediligere le opere prime anziché i grandi film. L’apertura e la vivacità dei registi neofiti si conciliano molto bene con la volontà di sperimentare espressa dal compositore. Balcanica, nello specifico, gli ha permesso di sperimentare con la tuba e di approfondire il discorso politico sulla condizione degli artisti – in particolare dei musicisti – in Afghanistan.
La visione di Braga vede le opere filmiche come un lavoro collettivo in cui molto spesso sono gli stessi compositori a non riconoscere la grande importanza del loro lavoro – un lavoro autoriale a tutti gli effetti, al pari di registi, sceneggiatori e così via. Secondo Braga: «Come autori, la parola autorialità va insieme a responsabilità. […] È molto importante per la buona riuscita del film che anche il compositore senta questo suo ruolo di autore».
In questa discussione tanto stimolante non poteva assolutamente mancare uno dei temi più caldi del momento, soprattutto quando si parla di mestieri creativi e autorialità: l’intelligenza artificiale. Seppure nessuno dei relatori si sia detto marcatamente contro l’uso dell’intelligenza artificiale, il clima generale lascia intendere una certa diffidenza a riguardo, specialmente per Braga che ha riconosciuto nelle sporcature e nelle imprecisioni del lavoro umano ciò che dà vita «a un certo tipo di musica». Per questo Braga continua a prediligere la collaborazione con i singoli musicisti.
L’incontro si è concluso sulle note di una versione estesa del brano principale di Balcanica, perfetta dimostrazione che la musica non è solo un contorno dell’arte cinematografica ma il suo cuore pulsante.

