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01/09/2012 h 17:00Darsena
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Miu Miu Women's Tales
MESHES OF THE AFTERNOON
di Maya Deren
Stati Uniti 1943, 16mm, 14', bn
 
montaggio Maya Deren
musica Teiji Ito
interpreti Maya Deren (una donna), Alexander Hamid (un uomo)
 
fonte copia Lux Distribution
 
Il film d'esordio di un'autrice che Martin Scorsese definisce «la voce più originale e potente del cinema sperimentale americano». Applaudita in tutto il mondo, Maya Deren è stata scelta a simbolo del progetto Women's Tales.
 
Girato con pochissimi mezzi, usando una cinepresa Bolex 16mm di seconda mano, Meshes of the Afternoon è considerato una delle pellicole d'avanguardia più influenti della storia del cinema. Il film esprime la poetica surrealista ed è privo di una linea cronologica, costituito piuttosto da una serie di immagini potenzialmente simboliche che si rimandano per analogia. Una giovane donna sulle tracce di una misteriosa figura che si allontana, entra nella propria casa e si addormenta. In seguito la scena si ripete tre volte, portando alla moltiplicazione delle figure della protagonista. La donna insegue ora un'inquietante figura coperta da un mantello, con uno specchio al posto del viso. Nel finale compare anche una figura maschile, interpretata dall'allora marito di Maya Deren, Alexander Hamid. Il film vinse il Grand Prix International al Festival di Cannes nella sezione opere sperimentali. Nel 1959 fu aggiunto un suggestivo commento musicale composto da Teiji Ito, terzo marito dell'artista, e trent'anni dopo il film è stato inserito nel U.S. National Film Registry della Biblioteca del Congresso.
 
Maya Deren (Kiev, 1917 - New York, 1961) si chiamava in realtà Eleanora Derenkovskaja. Le simpatie trotskijste del padre psichiatra, e il crescente timore di rappresaglie antisemite indussero la sua famiglia a lasciare l'Unione Sovietica nel 1922 per trasferirsi a Syracuse, New York. I Derenkovskij ottennero la cittadinanza nel 1928, adottando il cognome di Deren. Negli Stati Uniti, Eleanora Deren studiò giornalismo e scienze politiche alla Syracuse University. A partire dalla metà degli anni trenta, cominciò a frequentare gli ambienti socialisti newyorkesi, avvicinandosi alle idee femministe che saranno parte integrante delle sue opere. Nel 1939 si laureò in letteratura inglese allo Smith College e divorziò dal primo marito, Gregory Bardacke. Si dedicò alla danza, compiendo una tournée con la compagnia della ballerina e antropologa afro-americana Katherine Dunham. Proprio in occasione di quella tournée conobbe a Hollywood il regista cecoslovacco espatriato Alexander Hamid. I due si sposarono nel 1942, e si trasferirono a New York l'anno successivo. All'inizio degli anni Quaranta, acquistò di seconda mano la sua prima cinepresa, una Bolex 16mm, che nel 1943 usò per girare il suo primo film, Meshes of the Afternoon. Nello stesso anno, Eleanora adottò il nome d'arte di Maya. Hamid contribuì alla realizzazione di Meshes of the Afternoon, recitando insieme alla stessa Deren. Il film ebbe un'influenza notevole e le permise di conoscere e frequentare intellettuali come Anaïs Nin, Marcel Duchamp, John Cage e Gregory Bateson. L'anno successivo, realizzò, sempre in 16mm, il suo secondo film, At Land. A breve seguirono A Study in Choreography for Camera (1945) e Ritual in Transfigured Time (1946) con la partecipazione di Anaïs Nin e le performance dei danzatori Rita Christiani e Frank Westbrook. Nel 1946 Maya Deren ottenne una borsa di studio Guggenheim, primo caso di assegnazione della borsa a un regista. I soldi furono usati per compiere un viaggio a Haiti, dove ebbe modo si studiare sul campo la cultura Vodun e i suoi riti. In occasione di tre lunghi viaggi nell'isola, raccolse numerose ore di materiale filmato sui riti locali, in particolar modo quelli legati alle performance di possessione. Scrisse anche un libro, in collaborazione con Joseph Campbell, Divine Horsemen: the Living Gods of Haiti. Tornata a New York, Maya Deren cominciò a organizzare performance di musiche e riti Vodun, spesso accompagnandole a proiezioni dei suoi film, o a conferenze sull'argomento; dall'altro continuò le sue ricerche filmiche sulla danza. Il risultato finale può essere considerato The Very Eye of Night. Il film fu segnato da grosse difficoltà produttive e fu completato solo nel 1955 e distribuito quattro anni dopo. In quegli anni ebbe modo di conoscere il giovane regista Stan Brakhage, che di Deren si è sempre considerato idealmente un discepolo. Nel 1952 Deren si legò sentimentalmente al compositore giapponese Teiji Ito che realizzò la colonna sonora di diversi suoi film, tra cui Meshes of the Afternoon. I due si sposarono infine nel 1960. Maya Deren morì nel 1961 a seguito di un'emorragia cerebrale. Dopo la sua morte, gli amici e collaboratori curarono il completamento delle opere rimaste incompiute. Uno degli interventi più significativi sull'opera postuma della regista è il montaggio del materiale filmato a Haiti in un lungometraggio dal titolo Divine Horsemen. Nel 2001, la regista austriaca Martina Kudláček ha realizzato un documentario dal titolo In the Mirror of Maya Deren, con musiche originali di John Zorn.

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