
Concorso 2026
PEAU D’HOMME
Film di chiusura
Fuori concorsoA MAN'S SKIN
fotografia
Elin Kirschfink
montaggio
Virginie Bruant
musica
Bryce Dessner
Claire Pommet
Eddy de Pretto
suono
Jean-Paul Guirado
Katia Boutin
Paul Heymans
Thomas Gaudert
scenografia
Jean-Marc Tran Tan Ba
costumi
Thierry Delettre
interpreti
Claire Pommet (Blanche)
Catherine Deneuve (Yolande)
Karin Viard (Bertille)
Stefan Crépon (Léonard)
Louis Peres (Melchior)
Eddy de Pretto (Tancrède)
Melha Bedia (Adèle)
Laurent Stocker
(Charles Auguste)
produzioni
Karé Productions
Trésor Films
co-produzioni
France 3 Cinéma
Marcel Films
Emmanuelle Oudéa
Umedia
produttori
Antoine Rein
Fabrice Goldstein
Alain Attal
in collaborazione
Disney+
HBO Max
France Télévisions
con il supporto di
Centre National du Cinéma et de l'image animée
Région Occitanie en partenariat avec le CNC
Tax Shelter du gouvernement fédéral de Belgique et des investisseurs Tax Shelter
PROCIREP
ANGOA
Sacem
in associazione con
Palatine Étoile 23
Cinémage 20
La Banque Postale Image 19
Cofimage 37
Cineaxe 7
uFund
vendite internazionali
Playtime
info@playtime.group
Nel 1480, o giù di lì, mentre la principessa Blanche si prepara a unirsi in matrimonio con l’affascinante principe di un regno confinante, suo padre decide di darla in sposa a Melchior, un rozzo comandante dell’esercito che lei conosce a malapena. Sconvolta, chiede aiuto alla sua madrina, la quale le rivela di essere in possesso di una misteriosa «pelle» che, una volta indossata, le permetterà di trasformarsi in un uomo e perciò di conoscere il suo fidanzato in incognito.

2026 Peau d’homme
2024 Bernadette
«La prima sfida di Peau d’homme è stata affrontare il tema del genere in modo moderno e giocoso, ed è per questo che ho scelto la commedia e anche il musical. Attraverso la leggerezza, il film esplora questioni profonde: cosa possiamo fare se siamo uomini o donne? Come cambia la nostra definizione se nasciamo ragazze o ragazzi? Ambientare il film nel Medioevo, significa avere uno specchio che rifletta i problemi del nostro tempo: un regno devastato dalla siccità nel quale la religione si presenta come una forza salvifica che, sostituendosi alle persone, decide per loro chi essere, cosa fare e chi amare». (Léa Domenach)
Léa Domenach, dopo aver studiato filosofia a Parigi, ha frequentato la Scuola di Cinema presso la Columbia University di New York e, in questa sede, ha diretto il suo primo cortometraggio. Tornata in Francia, ha firmato diversi making of prima di passare ai documentari televisivi. Ha scritto programmi comici corti e ha creato e sceneggiato serie come Jeune et Golri, la cui prima stagione è stata premiata al Festival Série Mania. Nel 2023 ha esordito alla regia con Bernadette (La moglie del presidente), presentato al Festival di Toronto e nominato ai César e ai Lumière nella categoria Miglior opera prima. Peau d’homme è il suo secondo lungometraggio.



