Concorso 2026

CAMOUFLAGE

Mykyta Gibalenko
Germania, 2026, 102’, colore
Sceneggiatura: Mykyta Gibalenko, Sharyhan Osman
LE DATE SARANNO PRESTO DISPONIBILI

fotografia
Mirko Hans
montaggio
Boris Gavrilović
Mykyta Gibalenko
musica
Mykyta Moiseiev
suono
Xavier Fleming
scenografia
Olga Yurasova
costumi
Miriam Waldenspuhl

interpreti
Arthur Aliiev (Vitaly)
Yelyzaveta Tsilyk (Eugenia)
Anna Yaremchuk-Bobalo (Tetyana)
Klara Lange (Fiona)
Alina Danko (Alina)
Andrii Kudin (Maxim)

produzione
kalekone film
co-produzione
ZDF Das Kleine Fernsehspiel
produttori
Katharina Kolleczek
Lea Neu
Jennifer Drake
co-produttore
Chris Tremann

in collaborazione con
University of Television and Film Munich
con il supporto di
FFF Bayern
in associazione con
PHAROS - The Post Group
Kamera Ludwig
Lithuanian Tax Incentive

Il ventiduenne Vitaly nel 2021 saluta sua madre Tetyana e la sorella Eugenia e dall’Ucraina parte per Monaco di Baviera. Sogna una nuova vita. All’inizio, però, non è semplice ambientarsi in un paese straniero, almeno fino a quando non entra in un gruppo teatrale di studenti. Tutto cambia nuovamente con l’improvvisa invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che costringe Eugenia e Tetyana alla fuga. Da un giorno all’altro, Vitaly deve affrontare due difficili realtà: la situazione politica mondiale e i conflitti all’interno della sua famiglia.

2026 Camouflage
2023 I See Them Bloom (cm)
2021 Jobless Knight (cm)
2020 Cocoon (cm)
2019 All My Children (cm)
2018 Avidya (cm)
2016 Sinnspagat (doc)

«Per certi versi, questa storia è legata alla mia esperienza personale: l’emigrazione in Germania nel 2013, la ricerca di una nuova casa e il crescente bisogno di fare i conti con le radici ucraine dopo l’inizio dell’invasione da parte della Russia. Camouflage, attraverso il percorso di Vitaly, affronta il dilemma dell’esistenza nella distanza che si frappone tra le identità. Allo stesso tempo, però, non si tratta solo di un romanzo di formazione individuale, poiché migrazione e guerra sono esperienze collettive. Dunque, accanto a quella di Vitaly, raccontiamo altri destini. Quello di sua sorella Eugenia che, costretta a fuggire, non riesce a sintonizzarsi con la vita apparentemente tranquilla dell’Europa occidentale, anche perché nel frattempo la sua compagna è dispersa al fronte. Quello della madre di Vitaly, un’insegnante cresciuta sotto il regime sovietico, che fino all’ultimo si rifiuta di pensare che la guerra stia per arrivare. Quello di Fiona, la persona che ospita Vitaly e poi la sua famiglia in Germania, che si sente sempre più sopraffatta dalle emozioni dei suoi coinquilini. Camouflage intreccia queste esperienze, con tutta la confusione e le contraddizioni che ne derivano, anziché insistere su una verità semplificata». (Mykyta Gibalenko)

Mykyta Gibalenko (Melitopol, Ucraina, 1993) ha studiato ingegneria meccanica dedicandosi pure alle arti visive. Nel 2013 Gibalenko si è trasferito in Germania, dove ha lavorato come ingegnere, collaborando contemporaneamente con la scena teatrale indipendente di Monaco. Tre anni dopo, ha esordito alla regia con il documentario Sinnspagat. Successivamente, ha prodotto e diretto numerosi cortometraggi. Nel 2019 ha direzionato il suo interesse sul cinema, studiando regia all’Università di Televisione e Cinema di Monaco. Dal 2022, le sue opere si concentrano sull’identità degli ucraini che vivono all’estero: la serie televisiva Nebo Ta Zemlya (2022), il cortometraggio I See Them Bloom (2023), candidato al Premio tedesco per il cortometraggio, e la sua opera prima, Camouflage.

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