
Eventi Speciali 2026
AL BARANEYA
Press/Industry
Pubblico, tutti gli accrediti
Segue Q&A
fotografia
Douwe Hennink
montaggio
Dieter Diependaele
suono
Taco Drijfhout
scenografia
Clara Bragdon
costumi
Nada Adel
interpreti
Reem Amer
(Amal)
Fatma Ibrahim El-Hamus
(Fatma)
Nadia Ahmed El-Hadary
(Nadia)
Asmaa Ahmed El-Hadary
(Asmaa)
Farida Alsayed El-Hamus
(Farida)
Fatma Farahat El-Hadary
(Teta)
Sara Ali El-Hadary
(Sara)
produzione
BALDR Film
co-produzioni
Seera Films
CZAR Film
produttore
Frank Hoeve
co-produttori
Kesmat Elsayed
Eurydice Gysel
in collaborazione con
KRO-NCRV
con il supporto di
Netherlands Film Fund
CoBO
Belgian Tax Shelter
BNP Paribas Fortis Film Finance
Creative Europe Media
Red Sea Fund
contatto
MAD World
info@madworld.film
ufficio stampa internazionale
NOISE Film & TV
Mirjam Wiekenkamp
mirjam@noisefilmpr.com
Amal è incinta e abita con la sua famiglia ad Al Baraneya, un villaggio circondato da campi di gelsomino alle porte del Cairo. La loro è una vita caotica e piena d’amore. Un giorno, però, cambia tutto perché una persona facoltosa manifesta l’intenzione di acquistare il loro terreno. L’idea di una vendita divide la famiglia. La pressione sale, i dubbi crescono. E poi, dalla capitale, arriva in visita pure la cugina Rania che esercita un fascino irresistibile su Amal e le sorelle. Rania è una ragazza moderna che indossa jeans, che usa TikTok e che parla della città. Amal non è più così tanto convinta di ciò che hanno pianificato per lei e inizia a sognare di trasferirsi al Cairo. Ora che potrebbe arrivare una discreta somma di denaro, per chiunque è lecito pensare a un futuro altrove. Il vecchio modo di stare in famiglia forse sta per dissolversi.

2026 Al Baraneya
2020 Birdland (cm)
«Al Baraneya è il villaggio da cui proviene la mia famiglia. Ricordo nitidamente la prima volta che sono andata lì. Dal momento in cui ho messo piede nel villaggio, sono entrata a far parte della comunità e sono stata accolta nella famiglia con la massima naturalezza. Nonostante non possedessero molto e vivessero in sessanta metri quadrati, tutti si sono presi cura di me. Mentre allattavo il mio bimbo, ero circondata dalle donne. Ho pensato ai Paesi Bassi, a una settimana prima, quando ero seduta da sola in una sala abbastanza anonima, e mi sono resa conto che raramente mi ero sentita parte di un tutto come in quell’attimo, in quella camera, con quelle donne intorno a me e mio figlio al seno. Ero dentro una tradizione di generazioni che mi avevano preceduta e che sarebbero arrivate dopo di me, e sono stata sopraffatta dalla sensazione che dovesse essere proprio così. Al Baraneya è un appello a una vita semplice e un atto d’accusa contro il capitalismo, raccontato attraverso la vita quotidiana di una famiglia affiatata e laboriosa. Una storia su cosa significhi crescere quando si è una giovane donna in un luogo dove le opportunità si riducono sempre più, mentre le famiglie e il mondo si espandono. Perché anche se la vita da donna – specialmente in un luogo come questo villaggio – non è sempre facile, le persone riescono a sostenersi a vicenda in ogni circostanza». (Ashgan El-Hamus)
Ashgan El-Hamus ritrae in modo appassionato i piccoli drammi umani per portarli sullo schermo. Durante i suoi studi alla Netherlands Film Academy, ha scritto i cortometraggi Beerenburgh e Flynn. Nel 2017 ha realizzato il film diploma Aimée. Successivamente ha lavorato alla serie NPO, Skam NL. Nel 2020 ha scritto e diretto il cortometraggio Birdland, aggiudicandosi il Grand Prix de la Ville Brest al Festival di Brest. Ha inoltre curato regia e sceneggiatura di un episodio (Lois Lane) della serie Onze Straat. Al Baraneya è il suo primo lungometraggio.





