Eventi Speciali 2026

AL BARANEYA

Ashgan El-Hamus
Paesi Bassi, Egitto, Belgio, Arabia Saudita, 2026, 84’, colore
Sceneggiatura: Ashgan El-Hamus, Roelof-Jan Minneboo
LE DATE SARANNO PRESTO DISPONIBILI

fotografia
Douwe Hennink
montaggio
Dieter Diependaele
suono
Taco Drijfhout
scenografia
Clara Bragdon
costumi
Nada Adel

interpreti
Reem Amer (Amal)
Fatma Ibrahim El-Hamus (Fatma)
Nadia Ahmed El-Hadary (Nadia)
Asmaa Ahmed El-Hadary (Asmaa)
Farida Alsayed El-Hamus (Farida)
Fatma Farahat El-Hadary (Teta)
Sara Ali El-Hadary (Sara)

produzione
BALDR Film
co-produzioni
Seera Films
CZAR Film
produttore
Frank Hoeve
co-produttori
Kesmat Elsayed
Eurydice Gysel

in collaborazione con
KRO-NCRV
con il supporto di
Netherlands Film Fund
CoBO
Belgian Tax Shelter
BNP Paribas Fortis Film Finance
Creative Europe Media
Red Sea Fund

Amal è incinta e sta con la sua famiglia ad Al Baraneya, un villaggio alle porte del Cairo, circondato da campi di gelsomino. La loro vita caotica e piena d’amore è sconvolta quando un uomo manifesta l’intenzione di acquistare il terreno dove abitano. L’idea di vendere divide la famiglia, la pressione sale, i dubbi crescono. Quando la cugina Rania arriva in visita dal Cairo, Amal e le sue sorelle subiscono il fascino di una ragazza moderna che indossa jeans, che usa TikTok e che parla della città. Amal forse non è più così convinta della vita che le hanno pianificato e sogna di trasferirsi al Cairo. Ora che potrebbe arrivare una discreta somma di denaro, è lecito per tutti pensare a un futuro altrove. Quel modo indiscusso di stare in famiglia, ora inizia a vacillare.

2026 Al Baraneya
2020 Birdland (cm)

«Al Baraneya è il villaggio da cui proviene la mia famiglia. Ricordo nitidamente la prima volta che sono andata lì. Dal momento in cui ho messo piede nel villaggio, sono entrata a far parte della comunità e sono stata accolta nella famiglia con la massima naturalezza. Nonostante non possedesse molto e tutti vivessero in sessanta metri quadrati, si sono presi cura di me. Mentre allattavo il mio bambino, ero circondata dalle donne della famiglia. Ho pensato ai Paesi Bassi, a una settimana prima, quando ero seduta da sola in una sala abbastanza anonima, e mi sono resa conto che raramente mi ero sentita parte di un tutto più grande come in quel momento, in quella stanza, con quelle donne intorno a me e mio figlio al seno. Ero interna a una tradizione di generazioni che mi avevano preceduta e che sarebbero arrivate dopo di me, e sono stata sopraffatta dalla sensazione che dovesse essere proprio così. Al Baraneya è un appello a una vita semplice e un atto d’accusa contro il capitalismo, raccontato attraverso la vita quotidiana di una famiglia affiatata e laboriosa. Una storia su cosa significhi crescere quando si è una giovane donna in un luogo dove le opportunità si riducono sempre più, e intanto le famiglie e il mondo si espandono. Perché anche se la vita da donna – specialmente in un luogo come questo villaggio – non è sempre facile, le persone riescono a sostenersi a vicenda in ogni circostanza». (Ashgan El-Hamus)

Ashgan El-Hamus ritrae in modo appassionato i piccoli drammi umani per portarli sullo schermo. Durante i suoi studi alla Netherlands Film Academy, ha scritto i cortometraggi Beerenburgh e Flynn. Nel 2017 ha realizzato il film diploma Aimée. Successivamente ha lavorato alla serie NPO, Skam NL. Nel 2020 ha scritto e diretto il cortometraggio Birdland, aggiudicandosi il Grand Prix de la Ville Brest al Festival di Brest. Ha inoltre curato regia e sceneggiatura di un episodio (Lois Lane) della serie Onze Straat. Al Baraneya è il suo primo lungometraggio.

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