11/09/2021

Il Leone del Futuro Imaculat


L'edizione della maggiore età delle Giornate degli Autori si conclude con una prestigiosa celebrazione per Imaculat e per i suoi registi Monica Stan e George Chiper-Lillemark: il film, infatti, ha vinto il Leone del futuro - Premio Venezia opera prima "Luigi De Laurentiis", riconoscimento attribuito alla miglior opera prima di tutta la Mostra.

È la sesta volta che un film delle Giornate degli Autori vince questo premio: nel 2019 con You Will Die at 20 di Amjad Abu Alala, 2010 con Majority (Cogunluk) di Seren Yce (Turchia), 2007 con La zona di Rodrigo Plá (Spagna, Messico), 2006 con Khadak di Peter Brosens e Jessica Woodworth (Belgio), nel 2005 con 13 Tzameti di Géla Babluani (Francia).

Il premio all'opera prima di Monica Stan e George Chiper-Lillemark è stato assegnato dalla Giuria Internazionale composta dal regista, sceneggiatore e produttore Uberto Pasolini (Italia, presidente della Giuria), dal critico, docente e direttore di festival Martin Schweighofer (Austria) e dall'artista e regista Amalia Ulman (Argentina). Il premio consiste in 100mila dollari, messi a disposizione da Filmauro, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.

«È la prima volta che il Leone del Futuro va ad un film rumeno - dice Gaia Furrer direttrice artistica delle Giornate - e il premio a Imaculat conferma ancora una volta la Romania come una grande e vitale terra di immagini e di storie. Come sezione indipendente della Mostra siamo orgogliosi di questa vittoria e festeggiamo con Monica Stan e George Chiper-Lillemark il film che ci hanno regalato. Imaculat è una storia sulla fragilità di tanti esseri umani ma soprattutto di denuncia delle dinamiche abusive a discapito delle donne che purtroppo ancora esistono dentro e fuori le pareti di una qualunque comunità. Un film potente che è arrivato alla pancia di tutti: dai 27 giovani europei che gli hanno assegnato il premio più importante delle Giornate fino alla giuria del Leone del Futuro. E per questo futuro siamo felici di aver acceso una scintilla sulla strada dei due registi e del loro piccolo grande film».

«Il Leone del Futuro che Monica Stan e George Chiper-Lillemark ricevono è uno stimolo a continuare a immaginare storie impavide e generare dibattiti anche se scomodi - dicono il Presidente delle Giornate Andrea Purgatori e il delegato generale Giorgio Gosetti -. Un film che denuncia, come molte delle storie che abbiamo visto alle Giornate quest'anno, è un film coraggioso e quando il coraggio di giovani autori viene premiato in un contesto così prestigioso si sta di fatto ascoltando la voce del talento e legittimando la necessaria libertà di raccontare».