Uno scatto della celebre fotografa giapponese è l’immagine della XXIIIa edizione delle GdA

È la fotografa giapponese di fama internazionale Rinko Kawauchi a firmare l’immagine delle Giornate degli Autori 2026 con un suo scatto inedito. Dopo Pax Paloscia, Francesca Gastone, Anna Franceschini e Rä di Martino, l’opera di un’altra incredibile artista si unisce alla galleria dei manifesti degli ultimi anni per accompagnare il viaggio della prossima edizione della sezione indipendente della Mostra del cinema di Venezia.

Nata nel 1972 nella prefettura di Shiga, in Giappone,  Rinko Kawauchi ha pubblicato contemporaneamente nel 2001 una serie di tre libri fotografici: UTATANE, HANABI e HANAKO. Kawauchi ha partecipato e dato vita a una moltitudine di mostre personali e collettive, sia in Giappone che nel resto del mondo. Nel 2024 la mostra a faraway shining star, twinkling in hand si è tenuta al Fotografiska di Stoccolma per poi viaggiare in altri Paesi. Il suo libro fotografico più recente è M/E (2025).

Nel bombardamento continuo di stimoli che è diventato paradigma del mondo interconnesso dalle reti digitali, la fotografia di Rinko Kawauchi arriva come un balsamo per l’anima. Lo straordinario non è più qualcosa di strillato a caratteri cubitali o enfatizzato da grafiche roboanti ma un’epifania nata da un’attenta, silenziosa, assorta osservazione dell’ordinario, del microcosmo di piccoli luoghi, sensazioni, gesti, oggetti che ci circondano. Il dettaglio si fa rivelatore dell’universale, il quotidiano diventa terra straniera e magica da riscoprire.

L’immagine scelta quest’anno come manifesto delle Giornate degli Autori sintetizza la poetica di Rinko Kawauchi e coglie nella sua essenzialità un momento preciso: quello in cui, passeggiando, alziamo gli occhi al cielo e scorgiamo inaspettatamente un bagliore di luce tra le foglie degli alberi. La sorpresa di questo incontro all’apparenza così comune diventa il punto di partenza per un viaggio inaspettato e rivelatore; un viaggio attraverso lo sguardo nostro e degli altri, filtrato dalla sensibilità di tanti autori diversi che, come prismi attraversati dalla luce della curiosità e della passione, traghetteranno lo spettatore di questa edizione delle GdA verso nuove letture del mondo.

«In uno scenario contemporaneo che continua a essere attraversato dal buio – dichiara Gaia Furrer –, avevamo estremo bisogno di ritrovare la luce. Una luce in grado di accompagnarci attraverso le tante sfide e difficoltà, dalle più piccole e private alle più grandi e globali, di guidarci verso la bellezza e la riscoperta dell’ordinario. L’abbiamo trovata nel poetico scatto di Rinko Kawauchi che, come un’epifania, ci ha sin da subito illuminati di fiducia e speranza verso un futuro che nell’arte troverà sempre la sua bussola».