Notti Veneziane 2026

SCARPE ROTTE

Roberta Torre
Italia, 2026, 67’, color, b/n
Sceneggiatura: Roberta Torre, Giorgio Vasta
LE DATE SARANNO PRESTO DISPONIBILI

fotografia
Daniele Ciprì
montaggio
Simona Paggi
suono
Gianfranco Tortora
costumi
Erika Carretta

interpreti
Barbara Ronchi (Clara)
Mersila Sokoli (Vera)
Glen Blackhall (Leone)
Diana Collepiccolo (Coro 1)
Paola Giannetti (Coro 2)
Tatiana Lepore (Coro 3)
Alfonso Guadagnino
(Giudice principale Concorso)
Michele Savoia
(Annunciatore Concorso)

produzioni
Faber Produzioni
Stemal Entertainment
Draka Production
con Rai Cinema
produttori
Donatella Palermo
Corrado Azzollini

ufficio stampa italiano
PUNTOeVIRGOLA

Roma, durante la seconda guerra mondiale. Clara e Vera trascorrono il tempo in casa: bevono il tè, mettono in ordine, parlano. Clara e Vera parlano di tutto. Di ciò che è accaduto all'una e all'altra, di chi non c'è, di chi manca. Al centro dei loro discorsi – come un leitmotiv musicale, e come un'occasione per parlare di ciò di cui non si può parlare – ci sono le scarpe. Che dovrebbero essere intere, se non addirittura eleganti almeno decenti, e invece sono rotte, piene di spaccature, con la suola che si stacca; ma ci sono solo quelle, bisogna arrangiarsi, esserne orgogliosi e persino – anche se in tempo di guerra sembra assurdo – un poco gioirne. Perché allora non organizzare un concorso di scarpe rotte, con tanto di giudice e concorrenti? Scarpe rotte racconta la storia di due donne e del loro legame. Racconta in che modo a volte il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.

2026 Scarpe rotte
2023 Mi fanno male i capelli
2022 Le favolose (doc)
2017 Riccardo va all’Inferno
2010 I baci mai dati
2006 Mare Nero
2001 Angela
2000 Sud Side Story
1998 Tano da morire

«Scarpe rotte nasce dal desiderio di raccontare l'attesa e la speranza come intima condizione umana. Mi interessa quella forma di resistenza silenziosa che si manifesta nei minimi gesti quotidiani, nella fedeltà a un amore, a una promessa, a un ricordo. Per questo ho scelto di realizzare il film interamente in studio: non per ricostruire realisticamente la Roma dell’epoca, ma per creare uno spazio sospeso, dove i luoghi diventano paesaggi interiori. Così come le immagini d'archivio non hanno funzione documentaristica, ma affiorano come ricordi, tracce, frammenti, intrecciando memoria collettiva ed esperienza intima. Scarpe rotte è un film sul tempo e sulla storia che lascia le sue tracce negli oggetti e nei corpi, sulla memoria come presenza viva e sui fantasmi di chi abbiamo amato come abitatori complici delle nostre giornate». (Roberta Torre)

Regista e autrice di cinema e teatro, Roberta Torre è riconosciuta come una delle artiste più eclettiche del panorama italiano contemporaneo. Esordisce con Tano da morire (1997), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ottiene il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima, il Premio della Settimana Internazionale della Critica e una menzione speciale FIPRESCI. Da allora sviluppa una ricerca personale che attraversa i generi, dalla rilettura del musical a opere sospese tra finzione e documentario. I suoi film, tra cui Sud Side Stori, Angela, Mare Nero, I baci mai dati, Riccardo va all’inferno, Le favolose e Mi fanno male i capelli, sono stati presentati nei principali festival internazionali, tra Venezia, Cannes, Locarno, Roma, IDFA, Tokyo e Outfest Los Angeles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Parallelamente conduce un'intensa attività teatrale, dedicata alla riscrittura contemporanea dei classici. Dal 2025 è direttrice artistica del Teatro Luigi Pirandello di Agrigento.

Condividi questa storia, scegli tu dove!