Concorso 2026

SALÓN DE BELLEZA

Nathalia Acevedo
Messico, Francia, 2026, 110’, colore
Sceneggiatura: Nathalia Acevedo, Diego Sepulveda
LE DATE SARANNO PRESTO DISPONIBILI

fotografia
Balthazar Lab
montaggio
Olivia Neergaard-Holm
musica
Lucy Railton
suono
Federico González Jordán
Nicolas Becker
Séverin Favrieu
Stéphane Thiébaut
scenografia
Nathan Parker

interpreti
Sam Louwyck (El Individuo)
Erwan Kepoa (Juan)

produzione
Kintsugi Cine
co-produzione
Farol
produttori
Paulina Valencia
Matt Porterfield
co-produttori
Christian Évora
Marco Tulio Pires

vendite internazionali
The Pool Films
sales@thepoolfilms.com

In una città senza nome, un salone di bellezza diventa uno spazio di passaggio dove si radunano gli emarginati, sospesi tra la vita e la morte. Al centro c’è l’Individuo, una presenza solitaria che si prende cura di questo luogo senza promesse e spiegazioni. Nel film, il tempo e lo spazio si dissolvono l’uno nell’altro. Ciò che è vissuto, ricordato e immaginato coesiste in un movimento continuo, dove il significato emerge attraverso il rituale, l’andare alla deriva e il ritorno. All’interno di questo spazio, bellezza e morte si intrecciano. Il salone diventa una soglia dove presenza e memoria svaniscono e riappaiono e dove i confini tra realtà e visione iniziano ad allentarsi. Il mondo esterno è frammentato, con le sue tensioni che permeano silenziosamente lo spazio. Mentre tutto muta, ciò che emerge è un passaggio: una meditazione sulla fragilità dell’esistenza.

2026 Salón de Belleza

«Sono sempre stata attratta dal legame profondo e inquietante tra bellezza e morte, e dal modo in cui, con il passare del tempo, la bellezza possa trasformare la morte e dare un senso a ciò che rimane. L’adattamento di Salón de Belleza di Mario Bellatin non ha mai avuto lo scopo di illustrare una storia, ma di creare uno spazio sensoriale, che utilizzi la vita acquatica come metafora ricorrente di immensa bellezza e sventure permanenti. Il romanzo invita il lettore a creare la propria narrazione. Allo stesso modo, spero che il film porti lo spettatore a formulare le proprie interpretazioni e riflessioni sulla morte, così come su quei momenti pieni di vita. Ci sono due temi nel romanzo che mi toccano profondamente. Il primo è la natura fugace dell’esistenza: perché siamo qui e perché dobbiamo morire. Che cos’è l’anima, e perché esisto proprio in questo corpo, in questo luogo e in questo momento specifici? Il secondo è la divisione di una società e di un’umanità in crisi, dove gli scontri ideologici generano continue disuguaglianze e conflitti. La paura, il rifiuto e il giudizio verso gli altri ci limitano e ci dividono. Salón de Belleza non cerca di imporre un significato, bensì di creare uno spazio in cui la presenza e la memoria svaniscono e ritornano, dove la vita e la morte coesistono e dove, forse, siamo chiamati a soffermarci, per un istante, in quel passaggio». (Nathalia Acevedo)

Nathalia Acevedo è un'attrice e regista messicana. Ha lavorato in numerosi film, tra cui Post Tenebras Lux (2012) di Carlos Reygadas (Premio per la migliore regia al Festival di Cannes), Ruined Heart del filippino Khavn de la Cruz, al fianco di Tadanobu Asano e con la fotografia di Christopher Doyle, The Trouble with Nature del danese Illum Jacobi, al fianco di Antony Langdon. I suoi film sono stati proiettati in vari festival internazionali. Da tempo si interessa a questioni sociali, politiche e teologiche che danno forma alla sua visione di regista. Il suo primo lungometraggio, Salón de Belleza, è tratto dall’acclamato romanzo omonimo di Mario Bellatin.

Condividi questa storia, scegli tu dove!