04/09/2019

Prendere il controllo

di Carlo Maria Rabai

Per l'appuntamento del 3 settembre con gli incontri di Miu Miu Women's Tales, sempre moderati da Penny Martin, presso l'Hotel Excelsior nello spazio Regione Veneto, sono intervenute Lucy Boynton, Brit Marling e Diana Silvers sui temi cari a Miu Miu, che da anni finanzia cortometraggi diretti solo da registe e promuove con diverse iniziative un discorso attorno ai talenti femminili del panorama audiovisivo. 

Parlando delle proprie esperienze, Lucy Boynton ha detto: «Sono sempre stata la persona più giovane sul set e ho l'impressione che è come se dovessi conquistarmi ogni progetto cui partecipo. Sei sempre sotto pressione, bisogna essere pragmatici e saper rispondere quando i piani non vanno come previsto. È molto importante scegliere ruoli che ti piacciono, come ho fatto io con Bohemian Rhapsody, non c'è bisogno di dire sì a tutto. Saper scegliere i propri ruoli è fondamentale per costruirsi una carriera. Per quanto riguarda il futuro sono in fibrillazione per l'uscita di The Politician, Ryan Murphy è riuscito a trovare un bel bilanciamento tra politica e vita quotidiana dei personaggi. Il mio personaggio è la classica mean girl delle superiori con un padre che le insegna come sopravvivere in un mondo così duro. Lo potrete vedere dal 27 settembre su Netflix». 

Brit Marling ha invece parlato di The OA, serie recentemente cancellata da Netflix e dell'industria dell'intrattenimento oggi: «Sui social media la serie ha ricevuto enorme supporto, a volte certe storie sono troppo specifiche per riuscire a toccare tante persone, ma il supporto dei fan ti nutre. Dopo la cancellazione ci sono stati flash mob per The OA, a Times Square, per esempio, e una donna non vedente ha addirittura imparato i passi a memoria con l'aiuto di un coreografo. Questo sostegno ti fa pensare a ripartire con nuove idee. Netflix ha aperto nuove frontiere, prende grossi rischi e non tutti i giochi d'azzardo riescono». Poi sulle donne in ruoli chiave e sulle sue ispirazioni: «C'è molta discussione ora sulle donne e su come sia difficile farsi strada nel lavoro, assumerei metà scrittori e metà scrittrici, ma ora gli scrittori con esperienza sono uomini e c'è un sacco di stress sulle scrittrici; secondo me le donne che si trovano a poter decidere chi assumere dovrebbero aiutare le altre, anche perché oggi al cinema e in televisione vediamo donne che non riflettono la realtà, ma solo il punto di vista degli uomini su mogli e fidanzate. Una donna con cui vorrei lavorare? Jane Campion, che sa essere femminista senza farsi abbattere».

Diana Silvers ha invece raccontato la nascita di una passione e poi di una carriera: «Già a dodici, tredici anni volevo fare questo, l'attrice. Ho fatto un paio di spettacoli, andavo nelle sale locali e poi ho studiato in una scuola di New York per un po'. Con la prima audizione ho capito che per me non era solo un hobby. Oggi grazie alle piattaforme streaming ci sono molte più possibilità per gli attori, più persone nell'industria, più spazio materiale per voci e progetti differenti. Nel mio prossimo film, Eve, recito al fianco di John Malkovich nei panni di un'assassina dei servizi segreti, ruolo in cui mi trovo sorprendentemente a mio agio [ride - ndr.]. E in futuro mi piacerebbe lavorare con Kathryn Bigelow e Greta Gerwig».

In coda all'evento anche spazio per le domande del pubblico e qualche foto con i fan giunti a sostenere Diana, Brit e Lucy, accompagnata da Rami Malek, conosciuto sul set di Bohemian Rhapsody e oggi suo fidanzato.