Selezione Ufficiale

Tengo miedo torero
My Tender Matador

di Rodrigo Sepúlveda
Cile, Argentina, Messico, 2020, 93', colore, DCP
Sceneggiatura: Rodrigo Sepúlveda
Coming soon...

tratto dal romanzo omonimo di Pedro Lemebel

fotografia
Sergio Armstrong
montaggio
Ana Godoy
Rosario Suárez

musica
Pedro Aznar
suono
Santiago Fumagalli

scenografia
Marisol Torres
costumi
Carolina Espina

interpreti
Alfredo Castro [The Queen of the Corner]
Leonardo Ortizgris [Carlos]
Julieta Zylberberg [Laura]
Sergio Hernández [Rana]
Ezequiel Díaz [Lupe]
Amparo Noguera
[Olguita]
Luis Gnecco [Myrna]
Paulina Urrutia [Clarita]

produttori
Florencia Larrea
Lucas Engel
Gregorio González
Ezequiel Borovinsky
Alejandro Israel
Diego Martínez Ulanosky
Jorge López Vidales
produzione
Forastero
co-produzioni
Tornado
Caponeto
Zapik


In mezzo ai disordini politici durante la dittatura di Pinochet nel Cile degli anni Ottanta, un povero vecchio travestito si lascia coinvolgere in un'operazione clandestina molto rischiosa dopo essersi innamorata di un guerrigliero che le chiede di trasformare la casa in un covo della rivoluzione.




 

Filmografia

2020 Tengo miedo torero [My Tender Matador]
2014 Aurora
2005 Padre nuestro [Our Father]
2002 Un ladrón y su mujer [A Thief and his Wife]





Realizzare Tengo miedo torero è stato arduo e avventuroso. Ci sono voluti molti anni di lavoro per portare questo libro sul grande schermo. Ho sempre ammirato la poetica di Pedro Lemebel, per cui è stato un onore dirigere l'adattamento cinematografico del suo primo e unico romanzo. Da regista, ho voluto ritrarre una Santiago del Cile degli anni Ottanta diversa rispetto ad altri film che si svolgono nello stesso periodo. L'insolita relazione di un travestito in là con gli anni e un guerrigliero sotto copertura, che la sta chiaramente usando per nascondere le armi che serviranno per l'attentato a Pinochet, mi ha permesso di mostrare una città in rovina dopo un terribile terremoto, che dal controllo delle forze militari e dei coprifuoco notturni, passa al ritmo dei canti di protesta, ai boleri e alle notizie radiofoniche. Sebbene si tratti di una storia toccante, ho evitato lo sguardo malinconico sul passato. Il film è una complessa esplorazione dell'omosessualità in un paese dominato dalla tirannia e dal pregiudizio.

Oltre a quattro lungometraggi, Rodrigo Sepúlveda Urzúa (Cile, 1959) ha diretto numerosi episodi di serie televisive. I suoi film, molto attenti ai temi sociali, sono stati selezionati in alcuni dei più prestigiosi festival internazionali.




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