Selezione Ufficiale

BOR MI VANH CHARK

di Mattie Do
Laos, Spagna, Singapore, 2019, 116', colore, DCP
Sceneggiatura: Christopher Larsen
Venerdì 30 Agosto 2019
22:00 Sala Perla 2 Press, Industry
 
Mercoledì 04 Settembre 2019
11:15 Sala Perla Pubblico, tutti gli Accrediti
Segue incontro con il pubblico
 
Venerdì 06 Settembre 2019
22:30 Sala Perla 2 Tutti gli Accrediti
 

THE LONG WALK

fotografia
Matthew Whitcomb Macar
montaggio
Zohar Michel
musica
Anthony Weeden
suono
Alex Boyesen
scenografia
Thana Maykaoumput
Chatchai Chaiyon

interpreti
Yannawoutthi Chanthalungsy
[il vecchio]
Por Silatsa
[il ragazzo]
Noutnapha Soydara
[la ragazza]
Vilouna Phetmany
[Lina]
Chansamone Inoudom
[la madre]

produttori
Mattie Do
Douangmany Soliphanh
Christopher Larsen
Annick Mahnert
Justin Deimen
produzione
Lao Art Media

co-produzioni
Aurora Media
Screen Division
con il contributo di
Swiss Agency for Development and Cooperation
Visions Sud Est

vendite internazionali
108 Media

Ufficio stampa internazionale
Matty O'Riordan

Un vecchio percorre le strade polverose che portano dalla sua fattoria isolata al più vicino villaggio rurale, in compagnia di uno spirito silenzioso, della cui morte fu testimone cinquant'anni prima. Nel corso del tempo il dolore provato per aver perso la madre a causa della tubercolosi, ha generato nell'uomo il bisogno patologico di alleviare la sofferenza dei malati terminali, praticando l'eutanasia a diverse donne. Quando si rende conto che lo spettro compagno di viaggio è in grado di trasportarlo indietro nel tempo, il vecchio prova a modificare il proprio passato, cercando di convincere il suo io più giovane a prevenire la sofferenza della madre agonizzante.

 

Filmografia

2019 Bor Mi Vanh Chark (The Long Walk)
2016 Nong Hak (Dearest Sister)
2013 Chanthaly

Nata in una famiglia di rifugiati e cresciuta a Los Angeles, Mattie Do è ritornata nel Laos dieci anni fa, quando il padre è andato a vivere a Vientiane da pensionato. Allieva alla Fabrique des Cinémas du Monde, al Directors Lab del TIFF, al Berlinale Talents e alla Fantastic Film School del BIFAN, nel 2013 ha realizzato il suo lungometraggio d'esordio, Chanthaly, primo film laotiano a essere stato proiettato fuori dal sud-est asiatico. Dopo tre anni è la volta di Nong Hak, grazie al quale ha ricevuto le menzioni speciali della giuria del Sitges e del Fantasporto. Questo secondo lungometraggio è stato anche il primo a rappresentare il cinema laotiano agli Academy Awards per concorrere nella categoria del miglior film in lingua straniera. 

«Ho iniziato con l'immagine di un vecchio che spingeva una moto su una strada sterrata in direzione di uno skyline avveniristico. Un uomo isolato che cerca di sopravvivere come può tra le crepe del progresso. I film ambientati nei contesti rurali di Paesi in via di sviluppo, spesso tendono a rendere visivamente seducente la povertà. Tendono a rappresentare la vita dei villaggi come meditativa e spirituale semplicemente perché non è urbana. Queste rappresentazioni che definiamo come poverty porn sono spesso riduttive e false. La mia storia è legata al progresso, ma non riguarda la corruzione o il degrado. Non è una visione consolatoria del mondo in via di sviluppo, perché mostra gli errori personali». [Mattie Do]

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