30/08/2017

Il film ritrovato di Ermanno Olmi


Correva l'anno 1968. Ermanno Olmi girava un film di cui si sarebbero perse le tracce. Domani 31 Agosto 2017, questo film ancora inedito vede la luce alle Giornate degli Autori e incontra il pubblico. È il giorno de Il tentato suicidio nell'adolescenza. Un tema difficile da trattare ancora oggi, un film che quarantanove anni fa è stato messo in quattro scatole e ritrovato nei meandri di un magazzino di Brescia la scorsa primavera. Proprio nell'anno della "setta" della "balena blu" che, tra cronaca e leggenda, sembrerebbe aver spinto al suicidio decine di ragazzi in vari paesi del mondo, arriva al Lido un documentario sconvolgente che sul cartello in testa, porta il marchio della multinazionale farmaceutica Sandoz. Forse si trattò di commissione su un tema sensibile, in un anno cruciale nella storia dei giovani e, a quanto pare, le riprese avvennero nei mesi politicamente caldi di quell'anno (tra aprile e luglio). A supportare questo ritrovamento, il collega Tatti Sanguineti che dichiara: «I film non si perdono mai a caso, qualche volta per fortuna qualcuno li ritrova, anche in posti dove altri avevano già invano rovistato».

Il documentario racconta i primi (pionieristici) anni di attività di un reparto psichiatrico d'urgenza presso il Policlinico di Milano, una struttura sperimentale per l'epoca, diretta da un grande psichiatra, Carlo Lorenzo Cazzullo. Un padiglione dedicato ai casi di emergenza per tentato suicidio, con una incidenza drammatica di adolescenti. Nel film ci sono interviste, statistiche, storie personali. Il documentario non risulta essere mai stato proiettato in pubblico e non figura in nessuna delle tante filmografie del regista redatte negli anni. Ci appare come un film nuovo, inedito, ritrovato, soprattutto perché ci si ritrova conservata l'essenza del suo cinema degli anni Sessanta e Settanta, e il tocco di sempre del suo autore.

Il ritrovamento è avvenuto presso il Musil - Museo dell'Industria e del Lavoro, della Fondazione Micheletti a opera di un archivista dell'Istituto Luce, in missione per conto della sua azienda, Maurizio Orsola, coadiuvato dall'archivista del Musil, Stefano Guerrini.

«Un'operazione - dice Tatti Sanguineti - portata a termine da una élite di archivisti "fiutaroli" (Totò) e che, parafrasando una celebre definizione di Enzo Ungari, potremmo chiamare mangiatori di scatole. Coloro che con una sola occhiata capiscono se un negativo è mai stato sviluppato. Coloro che distinguono la sindrome degenerativa dell'Agfacolor da quella del Ferraniacolor. Coloro che conoscono cosette che la maggior parte dei critici scriventi o parlanti, nemmeno si sognano».

Sulle scatole del ritrovamento, una etichetta con la scritta T.S. che indica le parole tentato e suicidio e che hanno fatto scattare la scintilla in Orsola e Guerrini. Suicidio, all'epoca, era una parola certamente non consentita, scomoda. «Il documentario del Sessantotto - ha dichiarato Pier Paolo Poggio, direttore Musil e Fondazione Micheletti - oltre al significato in sé come piccolo tassello della filmografia di un grande autore, si inserisce perfettamente in un insieme di iniziative che stiamo varando per una rivisitazione storico-critica degli anni della contestazione. Sapendo che non potremo mai ricambiarti adeguatamente, permettici almeno di dire pubblicamente: Grazie Ermanno»!



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