2016:13thedition
august 31
september 10
08/09/2016

Film che passione

di Francesca Fattorini

Martedì scorso si sono tenuti, alla Villa degli Autori, due incontri: il primo ha avuto per protagonista, Giovanni Bogani, autore del libro Faccio cose, vedo gente, edito da Apice Libri; nel secondo, il mattatore è stato Francesco Ventura con il libro Dieci meno. Un'avventura cinematografica, scritto insieme a Luigi Sardiello per Licosia Edizioni.

Entrambe le pubblicazioni rivelano al lettore una profonda attenzione per il cinema. Nel caso di Bogani, vien fuori la passione che lo ha spinto a scrivere un libro fatto tutto di citazioni cinematografiche. Con Ventura si entra nel mondo dei finanziamenti delle opere prime e seconde del cinema italiano, con una serie di ritratti ricchi di aneddoti che riguardano alcuni registi e che soprattutto riportano alla memoria un modo di un passato non troppo remoto di fare cinema.

La presentazione di Bogani è avvenuta sotto forma di spettacolo/narrazione, con le performance di Lidia Dragone e Nicola Pecci, rispettivamente attrice e cantante che hanno reinterpretato i più famosi dialoghi del cinema. «I film - come ha spiegato Bogani - ci regalano milioni di parole. Sono uno specchio in cui vediamo riflessi noi stessi».

Sul finire, sono state spese parole di ringraziamento per Bertilla Polverini, che ha supportato Bogani nella stesura del libro e che, soprattutto, ha contribuito alla ricerca minuziosa delle frasi.

La presentazione del libro Dieci meno. Un'avventura cinematografica si è svolta in forma di dialogo informale tra Francesco Ventura, Irene Bignardi e Francesco Martinotti.

Ci si è soffermati più volte sui punti salienti del libro, attraverso la lettura di alcune pagine. Il testo ritrae non solo volti ben noti della cinematografia italiana, ma anche talenti che hanno avuto meno fortuna. In particolare, Ventura ha rievocato un incontro con Marco Ferreri, rivelando un aneddoto: «Mi recai con mia moglie a casa di Ferreri portando in dono un vasetto di miele biologico, per scoprire dopo un po', con profondo imbarazzo, che lui era diabetico».

Francesco Martinotti ha definito Ventura un rivoluzionario normativo che: «durante il suo lavoro al ministero ha saputo interpretare la legge in funzione del cinema». Per parte sua Ventura ha precisato: «Ho sempre agito nella piena legalità, mai andato contro la legge».

Nello stesso pomeriggio, alla Villa degli Autori, si è tenuta anche la presentazione del nuovo progetto documentario di Peter Marcias, Silenzi e parole.

Il documentario, che il prossimo anno avrà la distribuzione di Istituto Luce-Cinecittà, racconta la contrapposizione di due voci distinte come quelle dell'Associazione Arc, che da anni si occupa in Sardegna dei diritti LGBT, e quella dei frati Cappuccini. In dettaglio, il documentario si sofferma su ciò che maggiormente ha attratto l'attenzione del regista, ovvero la manifestazione denominata Queeresima, organizzata dall'Associazione Arc e che coincide con la Quaresima celebrata dai frati di Sant'Ignazio.

Silenzi e parole nasce da un lavoro di due anni e il titolo evoca le due principali attività svolte dai protagonisti, ossia il raccoglimento per la preghiera dei religiosi e i gruppi d'ascolto che puntualmente si tengono presso l'associazione Arc.

Marcias, grande amante dell'animazione, ha rivelato di averla utilizzata per brevi capitoli con lo scopo di conciliare due entità che svolgono sul territorio attività sostegno per il prossimo: «Ho preferito farli incontrare in uno spazio immaginario e ho scelto di farlo attraverso l'animazione».

PHOTOGALLERY HIGH RES



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